lunedì 24 settembre 2007

Time and nature

Nel paese di Khajuraho e del Kama Sutra, e quindi nella patria di una visione filosofico religiosa della sessualità che si fa espressione della forza vitale e assume significati trascendenti rimandando alle potenze cosmogoniche, permane un numero notevole di taboo sull’argomento in questione.
I recenti tentativi di introduzione da parte di vari governi locali di una qualche istanza di educazione sessuale nelle scuole non hanno mai incontrato una risposta particolarmente entusiasta. A Delhi la polemica è di questi giorni e le foto qui sotto sono state accostate senza ironia sulla stessa pagina di uno dei maggiori quotidiani nazionali in lingua inglese





mercoledì 12 settembre 2007

Troppo féscion!

La figlia di Sandokan sale con zompetto aggraziato sulla passerella per andare dietro le quinte. Inseguita dai paparazzi, ne riconosce uno amico: “Hiiiii!!!!” Dopo un colpetto alle chiome fa flap flap con l’occhione, sfodera sorriso d’ordinanza ed è in posa perfetta: alè, raffica di flash!
Cavolo, sembra di stare a casa…
La ‘ramp’, come la chiamano qui, è in tessuto sintetico nero su un’intelaiatura di legno, niente specchi e illuminazioni sottostanti, ma insomma, per il resto ci siamo. E’ la penultima giornata dell’India Fashion Week, supertrendy, bollywooddissimo evento che presenta le collezioni per la primavera dell’anno prossimo. Gli inserti di gossip dei quotidiani non parlano d’altro, sfilano anche le attrici più in voga del momento come quella che ‘just got out of the plane from London only for his show!’: such a sweetheart, isn’t she?





I loved it, con tutta la sua parafernalia di luci improvvise e telecamere protruse a catturare il passaggio e l’opinione delle celebrities locali: un pirata con tricorno, una redattrice con vocione e chioma alla Sally Spectra, un designer slavato e meshato (oh yes), vestito da domatore di cavalli. Fantastico, in pratica è come il set di Amarcord: pappappappaparapà, pa-pa, pa-pà, pa-pàaaa!
Il giro di denaro è di tutto rispetto ed in crescita costante, si parla di gemellaggi e inviti sempre più frequenti alle sfilate europee e d’oltre oceano. Ne si evince tra l’altro che da qualche parte nel subcontinente si dovranno pur nascondere numerose sciure metropolitane disposte a infilarsi tubini e mostrare polpacci – non più bozzoli colorati come le aveva impudentemente descritte Moravia?
Usciamo, fuori c’è un buio pesto e i rickshaw a pedali, ma -forget it- noi, come si dice in milanese moderno, andiamo a un loungebar per l’after-party….

martedì 4 settembre 2007

In style

Sir David Ochterlony, Resident britannico a Delhi agli inizi dell’800 andava a passeggio ogni sera accompagnato da tutte le sue mogli, ognuna sul suo elefante, formando un corteo che immagino sia stato piuttosto imponente… Beh, quello sì che era viaggiare con stile!
Nel nostro piccolo non abbiamo voluto essere da meno e così, visto che il Delhi belly e il lavoro ci avevano fatto rinunciare al giro in Ladakh, ci siamo rifatti con un fine settimana dal Maharana Singh di Udaipur.










I Rajput Sisodia di Udaipur sono eredi del trono di Rama e discendenti di Surya, il dio sole, ne consegue che le loro residenze sono all’altezza di cotanti titoli. In un' atmosfera fiabesca a metà tra Bellagio e Monte Carlo ci siamo sistemati al Jag Niwas, il palazzo d’estate su un’isola del lago Pichola (anvedi aho’), in una profusione di lusso e cerimoniali orientali che sinceramente è stata una goduria.
Per arrivare abbiamo viaggiato su un aereo ad elica, ma sarà che ormai siamo imbevuti di fatalismo subcontinentale o che il rumore dei rotori ci cullava come quello della pala in camera nostra, fatto sta che ce la siamo dormita tutta come neonati. Poi, a bordo di una Ambassador crema che avrà avuto almeno 40 anni, abbiamo fatto il nostro ingresso trionfale a palazzo superando guardie e cancelli alla Buckingham per arrivare ad un imbarcadero in ferro battuto attesi da uno stuolo di attendenti inturbantati e sorridenti ragazze in sari.










Un simil gondoliere dal basco blu ci ha poi trasportato all’ingresso dell’hotel su una imbarcazione del Kashmir; S è stata quindi scortata nella hall protetta dal rosso parasole reale… (eh beh)