mercoledì 10 settembre 2008

Von Clausewitz

Sul passo di Dochu La (3140m) la Regina ha fatto erigere, nel 2005, 108 chortens –piccole cappelle votive- come ammenda per le morti causate dalla cacciata dei militanti Assamesi dal sud del paese avvenuta nel 2003.
Per anni, infatti, i militanti separatisti dello United Liberation Front of Assam (ULFA), ma anche i gruppi tribali dei Bodo, come la Bodo Liberation Tiger Force o la Bodo Security Force, hanno mantenuto basi nelle quasi impenetrabili giungle del sud Bhutan, da cui poi venivano organizzati attentati in India.
Nel Dicembre 2003, il Quarto Re –o Druk Gyalpo- Jigme Singye Wangchuck ritenne che tutti i tentativi di mediazione pacifica possibile si fossero esauriti e, messosi al comando dell’ Esercito Reale, ha guidato alla vittoria un manipolo di soldati, nonostante le difficoltà del terreno e l’inferiorità numerica.

La narrazione di Tuono delle gesta del suo Re è da antologia epica, e le scene di battaglia descritte somigliano molto a quelle dello scontro finale del Signore degli Anelli. Druk Gyalpo Jigme come un novello Ulisse, pure lui polutropos os mala polla, fubbo come una faina, che avrebbe fatto avvicinare i soldati agli accampamenti dei militanti travestiti da monaci, con le armi mimetizzate dai teli gialli di seta con cui normalmente vengono coperti i testi che riportano gli insegnamenti del Buddha.
Praticamente un Von Clausewitz dell’ Himalaya, protetto dalle divinità tantriche, che avrebbero fatto prendere ai soldati butanesi sembianze spaventose come quelle di Chana Dorje – Dio della Potenza e della Vittoria- terrorizzando i membri dell’ULFA e facendoli capitolare con una fuga immediata.

martedì 9 settembre 2008

Peace of Mind

-Nel chiostro un uomo di mezz’età, grosso e con i denti tutti rovinati dal paan, è seduto accanto a un banchetto e rumina rosso-

Quelli sono rotoli di bandiere da preghiera giusto?
Possiamo prenderle, le attaccheremo poi a Dochu La, al passo sulla strada per Punakha

Sì, ma bisogna scegliere il colore.
Ah, quello lo consiglia lui, l’Astrologo…

Data di nascita? O meglio, quanti anni hai?
Quanti? Mmmh… non molto bene…
E te pareva! Cioè?

Vedi lo schema? Ad ogni colonna corrisponde un aspetto della vita: salute, denaro, affetti… Le croci significano che bisogna migliorare un aspetto piuttosto che un altro, i cerchi che le cose vanno bene…

E’ tutto una croce! In questa colonna addirittura tre, il massimo! Di che si tratta?
Peace of mind…

…Ecchilallà! E allora?
Allora ci vogliono le bandiere verdi…

Vada per le verdi! E tu Dorji?
Aspetta chiedo… Multicolore!

Ma ne hai prese una tonnellata!
E’ una cosa buona…

A game of dice

Ecco venite, si sale da questa parte per arrivare al Changangkha Lhakhang.
E’ un tempio strutturato come una fortezza con annessa scuola monastica, appollaiato su una collina alla periferia di Thimpu. E’ stato fondato nel 12esimo secolo su un sito scelto dal Lama Phajo Drukgom Shigpo, che veniva da Ralung, nel Tibet…

Beh, fantastico… e questa cappella separata?
Una volta i lumi votivi venivano accesi all’interno dei templi, ma erano causa di frequentissimi incendi, per cui tutti i Lhakhang hanno adesso un luogo separato dedicato solo ai lumi.

Questo Lhakhang è molto caro alla popolazione di Thimpu, che porta qui i bambini appena nati per scegliere il nome.

Scegliere?
Sì vedete, potete assistere, il genitore prima tira i dadi: ogni monastero ha il suo numero, se lo si eguaglia o ci si avvicina è di buon auspicio, dopodiché si fa un’ offerta ai monaci che fanno estrarre il nome per il bimbo da un mazzo di biglietti. Ogni monastero di solito ha una precisa serie di nomi in qualche modo legati al fondatore o a chi vi viene lì particolarmente venerato…

Cosa succede? Qualcosa non va con il nome estratto?
Aspettate… Ah, era uguale a quello di suo fratello maggiore! Bisogna ritirare i dadi e sceglierne un altro…

-I figli non sono nostri: sono solo frecce, sul nostro arco- K.Gibran

The Takin(o)

And now we’re gonna see one of Bhutan’s national symbols: the Takin!

Prego? Un tacchino?

Sì, sì, è un animale, un animale unico, ma non è un tacchino…

Mah… andiamo…

Quando il grande Lama Drukpa Kunley – il Monaco Pazzo – giunse dal Tibet nel 15esimo secolo…

Monaco Pazzo??

Certo, il Monaco Pazzo, un grande Lama, con enormi poteri miracolosi, ve ne parlerò poi…

Andiamo bene…

Dunque dicevo, la popolazione si raccolse chiedendo una dimostrazione della sua magia e lui chiese prima che gli venissero serviti per pranzo una mucca intera e una capra

Eh ‘nfatti…

Il Monaco Pazzo divorò entrambe lasciando solo le ossa. Fece un rutto di soddisfazione…

Eh?

You know: a burp…

Ah ecco!

Prese il cranio della capra e lo mise sullo scheletro della mucca. Schioccò le dita e ordinò all’animale di alzarsi e di andare a pascolare per i monti… e così nacque il Takin!
Here it is!

Ueh Takin! Say Cheeeers…

-There’s no animal like it. It continues to befuddle taxonomists.
Once described as a ‘beestung moose’, the males of this species can become massive, weighing as much as 1 tonne or more-

Potenza e Tuono

-In Bhutan l’accesso turistico è regolamentato e interamente supervisionato dal governo. Bisogna pagare una cifra forfetaria a persona che include tutto, permessi, alberghi, pasti, guida e autista. I percorsi vengono concordati in anticipo e una volta stabiliti non possono essere facilmente cambiati-

Here is your guide, enjoy you’re staying

Thank you!

Hi, I am Dorji, your guide –by the way, the lady at the airport was my wife…

Bello! Tutto in famiglia…

And this is Wangdi, the driver…

Dorji, right? Doesn’t it mean…

Thunderbolt!

Wow… and what does Wangdi mean?

Power!

Semo a post…
Ok, let’s go, però piano eh? Perchè “non c’è Potenza senza Controllo”!

On top of the world - Bhutan travelogue

I just need to ask a question…

Non ci provare Ciccia… siamo in coda da una vita: vedi, prendi il binocolo, inizia laggiù, all’ingresso, rassegnati e non rompere!

L’aeroporto di Kathmandu è un delirio, partono voli di disperati per Calcutta, Dhaka, il Pakistan e gli Emirati. Ci hanno fatto pagare l’ennesimo balzello di cui ignoravamo l’esistenza –Alt! Chi siete? Dove andate? Un fiorino!- e dopo un’ora siamo i prossimi al check in della Druk Air.

Tickets, passports, copy of the Bhutanese visas…

Tò, ciapa…

Can we have seats on the left hand side of the plane?

Sure Sir…

Và che gentile, già mi piacciono i Butanesi

Hai chiesto i posti a sinistra? Sì, fatto…
Beh, tanto mica le guardo le montagne…
Ma come?
Ssshhh, sono già nervosa!
Va là! La mitica Druk Air, 2 soli aerei, l’unica compagnia autorizzata ad atterrare a Paro, il solo posto nel paese con un po’ di spazio per una pista tra i monti dell’Himalaya, sarà uno spettacolo!
Sì appunto…

G’day mates! I’m iur Cptn and I’ll point you aut the aiist montins of vi uord, along vi rut, on iur laft eeend sait…

Ch’ ha ditt??
Mi sa che è delle parti di tuo cugino…


Varda! Varda!
Ssssh!
…uiar crusing at an altitud of 30000fit and at 29028fit you can si vi pik of Mount Everest…
Siamo poco sopra!

…beh, Emozionante…

giovedì 4 settembre 2008

Il Cobra non èèèèè un serpente...

Reached on her mobile by our correspondent in Srinagar the Cobra Donatella declared: "This is hideous discrimination and I am utterly shocked! Micheal O' Sorch had personally invited me to Mumbai for the premiere of Hari Puttar. I had bought my ticket on the internet well in advance (I did it because I wanted to be sure to be able to have a non-veg meal) and now I expect compensation, a formal apology and my chicken tikka!"