Sul passo di Dochu La (3140m) la Regina ha fatto erigere, nel 2005, 108 chortens –piccole cappelle votive- come ammenda per le morti causate dalla cacciata dei militanti Assamesi dal sud del paese avvenuta nel 2003. 
Per anni, infatti, i militanti separatisti dello United Liberation Front of Assam (ULFA), ma anche i gruppi tribali dei Bodo, come la Bodo Liberation Tiger Force o la Bodo Security Force, hanno mantenuto basi nelle quasi impenetrabili giungle del sud Bhutan, da cui poi venivano organizzati attentati in India.
Nel Dicembre 2003, il Quarto Re –o Druk Gyalpo- Jigme Singye Wangchuck ritenne che tutti i tentativi di mediazione pacifica possibile si fossero esauriti e, messosi al comando dell’ Esercito Reale, ha guidato alla vittoria un manipolo di soldati, nonostante le difficoltà del terreno e l’inferiorità numerica.
La narrazione di Tuono delle gesta del suo Re è da antologia epica, e le scene di battaglia descritte somigliano molto a quelle dello scontro finale del Signore degli Anelli. Druk Gyalpo Jigme come un novello Ulisse, pure lui polutropos os mala polla, fubbo come una faina, che avrebbe fatto avvicinare i soldati agli accampamenti dei militanti travestiti da monaci, con le armi mimetizzate dai teli gialli di seta con cui normalmente vengono coperti i testi che riportano gli insegnamenti del Buddha.
Praticamente un Von Clausewitz dell’ Himalaya, protetto dalle divinità tantriche, che avrebbero fatto prendere ai soldati butanesi sembianze spaventose come quelle di Chana Dorje – Dio della Potenza e della Vittoria- terrorizzando i membri dell’ULFA e facendoli capitolare con una fuga immediata.
Per anni, infatti, i militanti separatisti dello United Liberation Front of Assam (ULFA), ma anche i gruppi tribali dei Bodo, come la Bodo Liberation Tiger Force o la Bodo Security Force, hanno mantenuto basi nelle quasi impenetrabili giungle del sud Bhutan, da cui poi venivano organizzati attentati in India.
Nel Dicembre 2003, il Quarto Re –o Druk Gyalpo- Jigme Singye Wangchuck ritenne che tutti i tentativi di mediazione pacifica possibile si fossero esauriti e, messosi al comando dell’ Esercito Reale, ha guidato alla vittoria un manipolo di soldati, nonostante le difficoltà del terreno e l’inferiorità numerica.
La narrazione di Tuono delle gesta del suo Re è da antologia epica, e le scene di battaglia descritte somigliano molto a quelle dello scontro finale del Signore degli Anelli. Druk Gyalpo Jigme come un novello Ulisse, pure lui polutropos os mala polla, fubbo come una faina, che avrebbe fatto avvicinare i soldati agli accampamenti dei militanti travestiti da monaci, con le armi mimetizzate dai teli gialli di seta con cui normalmente vengono coperti i testi che riportano gli insegnamenti del Buddha.
Praticamente un Von Clausewitz dell’ Himalaya, protetto dalle divinità tantriche, che avrebbero fatto prendere ai soldati butanesi sembianze spaventose come quelle di Chana Dorje – Dio della Potenza e della Vittoria- terrorizzando i membri dell’ULFA e facendoli capitolare con una fuga immediata.

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