Nel nostro piccolo non abbiamo voluto essere da meno e così, visto che il Delhi belly e il lavoro ci avevano fatto rinunciare al giro in Ladakh, ci siamo rifatti con un fine settimana dal Maharana Singh di Udaipur.
I Rajput Sisodia di Udaipur sono eredi del trono di Rama e discendenti di Surya, il dio sole, ne consegue che le loro residenze sono all’altezza di cotanti titoli. In un' atmosfera fiabesca a metà tra Bellagio e Monte Carlo ci siamo sistemati al Jag Niwas, il palazzo d’estate su un’isola del lago Pichola (anvedi aho’), in una profusione di lusso e cerimoniali orientali che sinceramente è stata una goduria.
Per arrivare abbiamo viaggiato su un aereo ad elica, ma sarà che ormai siamo imbevuti di fatalismo subcontinentale o che il rumore dei rotori ci cullava come quello della pala in camera nostra, fatto sta che ce la siamo dormita tutta come neonati. Poi, a bordo di una Ambassador crema che avrà avuto almeno 40 anni, abbiamo fatto il nostro ingresso trionfale a palazzo superando guardie e cancelli alla Buckingham per arrivare ad un imbarcadero in ferro battuto attesi da uno stuolo di attendenti inturbantati e sorridenti ragazze in sari.
Un simil gondoliere dal basco blu ci ha poi trasportato all’ingresso dell’hotel su una imbarcazione del Kashmir; S è stata quindi scortata nella hall protetta dal rosso parasole reale… (eh beh)
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