ND 06 March 07
Sì, vabbè, ne ho già fatti altri di viaggi ‘al buio’, senza sapere esattamente dove andassi, cosa avrei trovato e come sarebbe cambiata la mia vita; e poi stavolta non ho fortunatamente neanche un secondo per pensare. Sono sfinito, l’ultima settimana ho battuto tutti i miei precedenti record di iperattività e stanchezza, sedermi in aereo è davvero l’agognato traguardo, anche se probabilmente il pensiero della bestia nella stiva non mi farà poi dormire così tranquillo…
Neanche ho messo la sveglia, tanto sapevo che avrei dovuto lavorare tutta notte; Kina ha capito da giorni che c’è qualcosa di strano e mi sta attaccata come un francobollo, se mi siedo o mi sdraio un attimo per riposarmi mi spatascia immeditamente il muso sulla coscia, che tenerezza l’antropocana...
Rido da solo, mi ci mancava solo dover spaccare la fascina dell’Ikea alle 3 del mattino (avete presente? è proprio una fascina di legna che quei furbastri degli svedesi hanno trasformato in elemento di ‘design decorativo’). Nel buio della notte di Mte Mario butto una quintalata di rifiuti e robe inutili, preparo un cartone di detersivi che ammollerò al simpatico (…) F e all’alba finalmente peso le valige, 40 kg… sorbole! Sul mega trasportino di Kina attacco, con lo scotch dei trasportatori, un cartello ridicolo con cognomi, numeri di cellulare e la scritta ‘please handle with care’. Prima che arrivi il van a prenderci devo pure passare in banca a fare il bonifico a quelli degli alimentari, ritirare un po’ di soldi, andare dal Goloso a prendere del formaggio con cui sparare il sedativo a Kina e poi finalmente dare le chiavi a F. Easy, come al solito!
F, che godeva quanto me del fatto che non ci saremo più rivisti, ci ha tenuto a darmi l’ultima sua perla ghignante di saggezza: ‘mio nonno diceva: se vuoi male a qualcuno auguragli che debba cambiar casa’! E che ci volete fare? Volemose ‘bbene!
Le ultime fasi sono di iperconcitazione, in banca ovviamente il collegamento in rete non funziona, invece del van arriva una specie di pulmino a 9 posti e , di nuovo ovviamente, il Goloso è chiuso. Ok, no panic, corro da Angelino che mi regala un po’ di mozzarella, lo saluto pensando già a quanto mi mancheranno i suoi arancini, torno indietro, ritiro finalmente le carte in banca e protubero il pillolozzo tra le fauci della belva.
L’animala è scatenata, abbaia, si divincola… ‘Che carina (?!), come se ghiama?’ Mr, conversazione la facciamo dopo magari, carica il valigiame che mi ci manca solo di perderlo ‘st’ aereo! L’ingresso al GRA da Boccea è intasato di traffico, ‘nnamo bbene! Tanto non ho la forza per arrabbiarmi… La pillola non ha sortito alcun effetto, chiamo il veterinario che mi dà l’ok per una seconda dose prima di partire. Confermo tutto ai trasportatori mentre vedo finalmente il cartello ‘partenze internazionali’. Per fortuna riesco a brancare subito un portantino, che però alla vista della gabbia ci tiene subito a precisare, ‘ahò questo però è bagaglio non convenzionale, se paga deppiù’. Vabbè, vabbè, annnnamooooo!
Eh già, solo che l’Eurofly non ha uffici a Fiumicino, al check-in non c’è anima viva e nessuno mi sa dire cosa fare e dove aspettare. Credo che al banco informazioni abbiano visto il fumo uscirmi dalle narici perché poveretti, per quel che possono si prodigano; alla fine comunque non mi resta che aspettare di fronte al presunto banco del check-in circondato di indiani che sembrano stupiti di Kina quasi che fosse un cammello al casello…
La poveraccia comincia ad avere l’occhio a mezz’asta e non protesta più di tanto quando la caccio dentro alla gabbia, solo che più tardi scopro che anche la gabbia deve passare ai raggi x, e una volta tirata fuori l’animala non ne vuole più sapere di rientrare. La saluto davanti a un mega ascensore, pigola, speriamo vada tutto bene.
Una bellissima hostess finalmente conferma: ‘ho chiesto al Comandante, il suo cane è a bordo, tutto a posto’. Grazie, allora svengo un attimo.
‘Seat for landing’.. Delhi! Non moltissime luci, ma certo più che a Managua, come l’altra volta penso ai racconti di Ramirez e della Belli e finalmente, dopo un interminabile avvicinamento atterriamo. Sì, ma non è finita… ‘mi dispiace informarvi che siamo settimi in coda per il parcheggio’… prima esperienza di traffico asiatico? Altri 45 minuti seduti fermi in aereo mentre S mi messaggia confermandomi che abbiamo tutta la documentazione per la bestia ed è tutto a posto. Finalmente fuori, un po’ stordito, arrivo al controllo passaporti e vedo S, che col suo tipico piglio -quanto mi è mancata!- cerca di sapere da dove arriverà la gabbia. Il papiro di carte si rivela del tutto innecessario, non mi ci mettono su neanche un timbro ricordo! Vabbè, tanto meglio. Ed eccola che eventually ci viene annunciata ‘ the dog is coming’… la scena è veramente ridicola, quando vede S la gabbia comincia a sobbalzare, il suo pigolio di gioia è incontenibile e scatena i sorrisi di tutti gli astanti: vvellcom tu India!
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