lunedì 26 novembre 2007

Tremors Rock Delhi

4.40 am circa di stanotte: un rombo sordo ci sveglia di soprassalto, Kina davanti alla nostra porta sfodera il suo cupo abbaio di paura, accendo la luce, e con S esclamiamo in coro ‘terremoto!’. Dura poco per fortuna, ad occhio una decina di secondi, ma il tempo si dilata in quei momenti. La ventola sul soffitto non sembra muoversi, non è un’ onda, è un tremore; e la cosa che più colpisce è davvero il rumore, questo stranissimo gorgoglio baritonale: Madre Terra ha voce profonda e inquietante…
Sento le guardie agitarsi, restiamo immobili in attesa per qualche istante: arriverà una scossa di assestamento? Peggio di quella di prima? Sembra passata, ma meglio prendere qualche precauzione: come apro la porta Kina striscia dentro pancia a terra e va a raggomitolarsi tra le braccia di S, vado a parlare con il chowkidar, gli dico di lasciare il cancello aperto e apro anche l’altro ingresso, se succede di nuovo qualcosa siamo fuori in 5 sec.
S fa gli stessi commenti della Belli, che ha scritto della diversa esperienza del terremoto a Managua e in California: qui come a Managua, a differenza che in California o in Italia, si ha infatti la sensazione che in caso di calamità sarebbe tutto un ‘si salvi chi può’, non si potrebbe più di tanto contare su pompieri, ambulanze, polizia e comitati di quartiere, sarebbe più che altro un ‘ognuno per sè e Dio per tutti’.
Accendiamo la TV, dopo una mezz’oretta NDTV 24x7 e CNN-IBN, i 2 canali di notizie in inglese, riportano: Tremors Rock Delhi, epicentre on the border with Haryana, magnitudo 4.3 on Richter scale. Stamattina lo descrivono come mild earthquake, noi comunque una roba così non l’avevamo mai sentita.

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