Facciamo una festa!
Easy, peasy, lemon squeezy…
Cò ciufolo proprio! A meno di una settimana dal più volte rimandato Housewarming Party, non solo le termiti abbattono la cucina, ma sia io che S siamo azzerati dal Delhi belly. Un paio di uova fritte ci devastano e a me viene anche un febbrone da cavallo. Già gli inviti erano stati un parto non facile, ma poi si presenta il corriere bel bello dopo 10 giorni a dire che un buon numero, per i motivi più straordinari (chiuso, non mi lasciano entrare, etc.), non sono stati consegnati: fantastic!
Per S questo ‘debutto in società’ è pure lavoro, quindi magari sarebbe il caso che il tutto non risultasse proprio una ciofeca…
Mettiamo a lavorare tutti, pure C, il marito di A, che in 3 ore stira quello che SuperR avrebbe stirato in 2 settimane. Mitica SuperR, il suo “there’s nothing to do in this house” è passato alla storia; non si è mai sognata di spostare un letto o un mobile, operazione che, una volta compiuta, ha portato a ritrovamenti sensazionali, degni del Lupercale.
I giorni passano in fretta e cominciano ad arrivare le conferme dagli invitati, 40, 60, 80, 100 and counting… mò dove li metteremo tutti, ci sarà da divertirsi.
Per il catering ci siamo affidati alla pluridecorata R; siamo stati da poco al suo ristorante e davvero si mangia benissimo. Tramite lei abbiamo contattato anche un fantastico tipo alla Monsoon Wedding che si occupa di luci, tende, sedie e sofa. Resta tutto però un’incognita perché l’allestimento –cucine e tutto il resto- verrà fatto solo il giorno stesso, giovedì 15.
Mercoledì sera fremo, il tipo aveva detto che del materiale doveva arrivare quella sera e alle 11 ancora non si era visto nessuno. 11:30, suona R, la guardia: yessser, gutifning ser, mattirial ser! L’è arrivà un camion de roba… 7 gujjar scaricano una tonnellata di panche, sedie, divani, cavi, tessuti, boh!
La mattina dopo è il delhirio più totale, Kina per il casino è impazzita, non sa più dove cacciarsi.
Sir, do you confirm the need of big generator? Certo bello, mi ci manca che salti la corrente e rimaniamo tutti al buio. Sir… I think would be better if your electrician is here all night… Oh, porcaccia… Ajay!!!!!! Alle 2 del pomeriggio, un aggeggio grande come un Hummer è parcheggiato nel vicolo sul retro e Ajay e il suo assistente, entrambi capaci di persistentissima traspirazione, sono al lavoro. Alle 5 il team elettrico annuncia che 5 cavi, ciascuno del diametro di 2 dita sarebbero penzolati allegramente dal soffitto sulla testa degli invitati per infilarsi nel nostro quadro elettrico pop-art (v.foto in post passato). S è lapidaria: se lo possono scordare! Ajay si gratta la testa sconsolato, io già mi vedo le signore in saree spatasciarsi al buio sul vetro della veranda…
Sir, I found solution! Mitico Ajay, farà passare i cavi all’interno delle canaline esistenti; riconoscenti, gli cantiamo la canzoncina di Mission Impossible, pappa-pa-pa-pa-pa, pappaparapà…parà!Lui è contento come una pasqua.
Alle 6.30, dopo aver comprato una vagonata di birra (ops… mi ero dimenticato!) e accompagnato Kina in esilio a casa di A, già stremato, vado finalmente a farmi la doccia. Esco annodandomi la cravatta, mi si para davanti uno… ‘io sono Mr R, scusate l’anticipo’, marianna gatta, ma non dovevate arrivare alle 8?
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