mercoledì 21 novembre 2007

The Golden Temple

Bisognava che arrivassi in Punjab, a 9 km dal confine col Pakistan, per avvertire per la prima volta la famosa spiritualità indiana.
Era da tempo che volevamo visitare Amritsar, il più importante santuario Sikh, e ne valeva decisamente la pena. Con gli in-laws e la zia I ci siamo organizzati un viaggio toccata e fuga in giornata, che per fortuna è andato molto bene. Papu, fantasmagorico tassista dal clacson ossessivo compulsivo, si è fatto sonoramente largo nel casino pazzesco del centro città con inarrestabile furia bitonale. Ci ha scaricato assordati all’ingresso del tempio consigliandoci perentoriamente: shoes, car! E ci ha dato appuntamento lì per riprenderci alle 5 di pomeriggio. Dopo il guado per la lavanda dei piedi, imbandanati gli omini e impashminate le sciure, abbiamo fatto il nostro ingresso nel cortile antistante il lago che circonda il santuario centrale. L’atmosfera, forse anche per il luogo raccolto, era davvero suggestiva. La scelta del lunedì per la visita si è rivelata azzeccata, non troppa gente, zero turisti, e solo pellegrini devoti in visita. Le bionde, nonostante le pashmine, hanno attratto l’attenzione di scolaresche femminili e famiglie, che hanno tutte voluto farsi fare una foto con loro: how are you? What’s your name? Which country?


Mi colpisce che il Sikhismo sia anch’esso una religione del libro, anche se non di quel libro. Il testo sacro, Guru Granth Sahib, viene portato dall’ Akal Takht, sede del governo supremo dei Sikh, all’ Hari Mandir, il tempio in mezzo al lago, ogni giorno, e riportato indietro per la notte.
Gobind Singh, decimo e ultimo guru, ha fatto della comunità anche un ordine militare, il Khalsa, di cui tutt’oggi i devoti portano i 5 simboli:

Kesh: i capelli lunghi
Kachha: pantaloni al ginocchio
Kirpan: pugnale
Kangha: pettine
Kara: braccialetto

Nel giugno 1984 Indira Gandhi ordinò all’esercito di attaccare i militanti indipendentisti asserragliati all’interno del complesso del tempio d’oro. Finì in un bagno di sangue. Il 31 Ottobre dello stesso anno, per vendetta, Indira fu assassinata da 2 delle sue guardie del corpo Sikh.

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